Per quarantotto ore non avevo respirato altro che l’odore nauseante del grasso vecchio mescolato a scorze di agrumi marcite. Mi era entrato nei vestiti, nei capelli, persino nella pelle, come una patina invisibile di miseria che nessuna acqua sembrava capace di cancellare.
L’odore acre del grasso andato a male e delle bucce d’arancia marcite era diventato il mio intero mondo da due giorni. Non era soltanto un cattivo odore: mi era entrato addosso, nei vestiti, nei capelli, nella pelle. Sembrava una pellicola appiccicosa di vergogna e fame, qualcosa che nemmeno l’acqua avrebbe potuto portare via. Ero … Read more