“Va bene. Se tua madre viene a vivere con noi, allora anche la mia vivrà con noi,” dissi tranquillamente a mio marito in risposta alla sua proposta.
Il crepuscolo scendeva lentamente sui tetti della periferia, tingendo le finestre del salotto di una luce grigiastra e stanca. Nadya sedeva sul divano con un libro aperto sulle ginocchia, le pagine ferme allo stesso paragrafo da oltre venti minuti. L’odore del caffè ormai tiepido aleggiava nell’aria insieme al ticchettio monotono dell’orologio a pendolo, un silenzio … Read more