Dopo la morte improvvisa della mia migliore amica, ho accolto e cresciuto sua figlia come fosse mia. Ma il giorno del suo diciottesimo compleanno mi ha guardata negli occhi e mi ha detto: «Adesso prepara le valigie e vattene.»
Mi chiamo Anna, e per tutta l’infanzia ho conosciuto soltanto stanze condivise, letti stretti e addii improvvisi. Sono cresciuta in un orfanotrofio, insieme ad altre bambine che, una dopo l’altra, sparivano perché qualcuno le sceglieva. Io restavo. E con me restava Lila. Lei non era soltanto la mia migliore amica. Era la persona con cui … Read more